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Rovereto, prorogata al 3 maggio la mostra dedicata a Ezio Setti

16/03/2026

Rovereto, prorogata al 3 maggio la mostra dedicata a Ezio Setti

Il progetto espositivo “Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi” continuerà a essere visitabile più a lungo del previsto. La temporanea dedicata alla memoria di Ezio Setti, inizialmente programmata fino al 14 marzo, resterà aperta al pubblico fino al 3 maggio 2026. La decisione arriva dopo il forte interesse suscitato dall’iniziativa, che unisce ricerca storica, testimonianza civile e linguaggio artistico contemporaneo.

Il percorso si sviluppa attraverso due luoghi della città di Rovereto: il Museo della Città e il sottopassaggio della stazione ferroviaria, trasformato per l’occasione in uno spazio di riflessione pubblica sulla memoria storica.

Il percorso espositivo al Museo della Città

All’interno del Museo della Città rimane visitabile l’esposizione “Ezio Setti. Tracce e documenti, Marco 1887 – Mauthausen 1944”. Il percorso ricostruisce la vicenda umana e politica di Setti attraverso fotografie, documenti originali e materiali d’archivio.

Nato a Marco di Rovereto nel 1887, Ezio Setti ricoprì inizialmente il ruolo di sindaco del suo paese. In seguito si trasferì a Milano, dove lavorò come operaio negli stabilimenti Caproni. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 scelse di sostenere attivamente la Resistenza.

L’11 marzo 1944 venne arrestato per aver partecipato agli scioperi operai contro il regime. Dopo la detenzione nelle carceri di San Vittore e di Bergamo fu deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, dove morì l’11 settembre dello stesso anno.

La mostra propone una ricostruzione accurata della sua storia personale, restituendo il contesto politico e sociale nel quale maturò la sua scelta di opposizione al nazifascismo.

L’installazione artistica nel sottopassaggio della stazione

Il progetto si estende anche nello spazio urbano grazie a un’installazione artistica collocata nel sottopassaggio della stazione ferroviaria di Rovereto. L’opera è stata ideata da Matteo Setti Peterlini, artista attivo tra Berlino e Rovereto, con esperienze espositive in istituzioni come il MAXXI di Roma e la Berlinische Galerie.

Pronipote di Ezio Setti, l’artista ha realizzato un dispositivo che riproduce a intervalli irregolari la caduta dell’ultima lettera scritta dal deportato alla famiglia. Il messaggio, lanciato dal carro bestiame durante il viaggio verso il campo di sterminio, venne ritrovato casualmente lungo il percorso.

Nell’installazione le copie numerate della lettera scendono lentamente nello spazio e si posano a terra. Chi le raccoglie entra simbolicamente nel gesto di trasmissione della memoria, diventando testimone diretto di una storia individuale che appartiene alla memoria collettiva.

A completare l’intervento artistico, una serie di fotografie in bianco e nero realizzate con macchine fotografiche d’epoca documenta i luoghi frequentati da Setti, molti dei quali ancora riconoscibili nel tessuto urbano contemporaneo.

Un progetto tra memoria storica e arte contemporanea

Il progetto è ideato e curato da Matteo Setti Peterlini e promosso dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto insieme al Comune di Rovereto e al Nuovo Cineforum. L’iniziativa è realizzata con il contributo della Fondazione Caritro, con il sostegno della Provincia autonoma di Trento e con il patrocinio di ANPI Rovereto-Vallagarina, del Museo Storico Italiano della Guerra e di ANED Nazionale.

La proroga fino al 3 maggio offre così più tempo per visitare un percorso che intreccia testimonianza storica e ricerca artistica, restituendo alla città una storia individuale segnata dalla persecuzione nazista e dalla scelta di resistenza.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.