A Rovereto l’archeologia incontra il cielo: conferenza sul Miyake event
13/04/2026
Prosegue a Rovereto il ciclo I giovedì dell’archeologia 2026, rassegna che porta al centro del dibattito temi capaci di collegare ricerca scientifica, storia antica e strumenti di indagine sempre più raffinati. Il nuovo appuntamento, in programma giovedì 16 aprile alle 18 nella Sala Convegni Fortunato Zeni del Museo di Scienze e Archeologia, affronta un argomento di particolare fascino: le tracce lasciate da una grande tempesta solare negli anelli di accrescimento degli alberi e la possibilità di rintracciarle in uno dei siti neolitici più importanti d’Europa.
L’incontro, dal titolo “Tracce di tempeste solari negli anelli degli alberi: il Miyake event del 5259 a.C. nel sito neolitico de La Marmotta”, vedrà come relatrice Maria Ivana Pezzo del Laboratorio di Dendrocronologia della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Il tema unisce archeologia, astronomia e scienze naturali in un dialogo particolarmente suggestivo, perché mostra come eventi cosmici lontanissimi nel tempo possano ancora essere letti dentro la materia viva del passato.
Un segnale cosmico conservato nel legno del Neolitico
Settemila anni fa, una tempesta solare di eccezionale intensità lasciò un’impronta negli alberi allora esistenti, fissandosi nei loro anelli di crescita come una traccia invisibile all’occhio comune ma preziosa per gli studiosi. Questo tipo di evento, noto come Miyake event, rappresenta oggi uno degli strumenti più interessanti per affinare la datazione di contesti archeologici molto antichi, perché permette di ancorare con maggiore precisione cronologie spesso complesse da definire.
Il sito della Marmotta, datato alle fasi iniziali del Neolitico e noto per l’eccezionale conservazione dei resti lignei, offre in questo senso un terreno di ricerca straordinario. Proprio su quei materiali si concentra il lavoro portato avanti dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto insieme all’Università La Sapienza di Roma e all’Università di Berna. La presenza di legni ben conservati consente infatti di cercare queste impronte ecologiche antichissime e di trasformarle in indicatori cronologici di grande affidabilità.
La possibilità di riconoscere nel legno i segni di una tempesta solare apre prospettive che vanno oltre la semplice curiosità scientifica. Da una parte permette di ricostruire le fasi dell’attività solare su scala astronomica, dall’altra offre agli archeologi un riferimento temporale estremamente utile per collocare con più accuratezza reperti, strutture e contesti insediativi.
Un incontro che mostra la forza della ricerca interdisciplinare
L’appuntamento di Rovereto si distingue anche perché rende evidente quanto l’archeologia contemporanea sia ormai un campo di studio profondamente interdisciplinare. Il passato non viene più letto soltanto attraverso manufatti, architetture o fonti materiali in senso stretto, ma anche grazie a strumenti che arrivano dalla biologia, dalla fisica, dalle scienze della Terra e dall’analisi ambientale. In questo intreccio di competenze, gli anelli degli alberi diventano veri archivi naturali, capaci di restituire informazioni sul clima, sul tempo e persino sugli effetti di fenomeni astronomici estremi.
La conferenza è a partecipazione libera e gratuita e si inserisce in un calendario che nelle settimane successive proseguirà con altri incontri dedicati ai rapporti tra ambiente e passato umano. La rassegna mantiene così una linea culturale precisa: offrire al pubblico occasioni di approfondimento rigorose ma accessibili, in grado di avvicinare non soltanto gli appassionati di archeologia, ma anche studenti, insegnanti e cittadini interessati ai grandi temi della ricerca.
Non è secondario, in questo quadro, il riconoscimento dell’attività ai fini dell’aggiornamento per gli insegnanti e del credito formativo per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Anche sotto questo profilo, l’iniziativa conferma il ruolo del museo come luogo di produzione e trasmissione della conoscenza, aperto al territorio e capace di costruire connessioni tra ricerca specialistica e divulgazione pubblica.
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